Seminario Internazionale di Psicomotricità

Gioco, emozione, azione, pensiero e relazione

Un mediatore nell'esperienza psicomotoria

08 - 13 Luglio 2019

Contenuti

Il gioco costituisce un’attività naturale e spontanea per chiunque: bambino, adulto o anziano. Un’esperienza che, a partire dai primi giochi sensoriali ed imitativi accompagnati dalla voce, gesti e parole dentro la relazione madre-bambino, costituisce la base dei successivi giochi ed esperienze di vita. Un’attività piacevole e creativa che vede implicate tutte le funzioni psicomotorie della persona.
A partire da queste prime esperienze il gioco si struttura sempre più con contenuti emotivi, cognitivi e comunicativi dove il corpo costituisce il mediatore tra il mondo interno del soggetto e la realtà. E questo quando il bambino gioca sia da solo sia con gli altri. In effetti, il gioco è un’esperienza solo apparentemente individuale in quanto è sempre un’attività svolta in relazione con qualcuno, immaginario o reale. Perché, in caso contrario, ciò diverrebbe un indicatore di disordine psichico.
Il gioco è innanzitutto un pensiero delle emozioni, fantasmatico o fantastico, messo in azione, in scena. Il gioco, per essere tale, necessita dell’immaginazione. Per immaginare il bambino ha bisogno dell’immagine del corpo come specchio di sé e come orologio che marcano lo spazio-tempo del gioco e determinano i limiti tra il dato soggettivo e la realtà.

Uno spazio - tempo in cui si producono dati sconosciuti che anticipano l’esperienza reale successiva, un momento in cui si inventa un sapere. Il gioco serve, alla pari della parola, per trasformare emozioni e immagini. Ciò vuol dire saper lasciare emozioni e immagini per produrne di nuove. Se il gioco costituisce un elemento vitale per l’individuo, di sicuro è uno strumento valido per comprenderne le competenze psicomotorie e il suo mondo interno.

La riscoperta, la conoscenza e l’utilizzo dei diversi tipi di gioco, fondati su apporti teorici di varie discipline, permetteranno ai partecipanti, innanzitutto, di approfondirne il senso, senza alcuna banalizzazione, sapendo rispettare, valorizzare e utilizzare questa attività nel proprio ruolo e ambito di lavoro. Un’acquisizione di una metodologia di giochi strutturati e non, e adattata alle diverse patologie diventa, quindi, utile allo scopo di favorire la relazione pedagogica e terapeutica, valorizzare il soggetto e allo stesso tempo migliorarne le competenze.
Così, il gioco, dall’essere un’attività spontanea, può divenire tecnica non fine a sé stessa ma un eccellente mediatore terapeutico tendente a favorire l’espressività e l’armonia psicomotoria.

Info e costi:

Iscrizioni aperte a tutti gli interessati (massimo 50 partecipanti), entro il 20 giugno 2019
Traduzione in consecutiva.
€ 460,00 + IVA (con ECM € 510,00 + IVA)

Iscrizione

Iscriviti ora

Download